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  • Ente di Formazione Accreditato dalla Regione Lazio determina n. G10445C
  • Ente accreditato presso l'Ordine Nazionale dei Giornalisti come Ente Terzo Formatore
  • Ente iscritto all’Anagrafe Nazionale delle Ricerche del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca con n. 60949UXU
 

Al Centro Studi Criminologi si assegnano le borse di studio dedicate alla memoria di tre grandi protagonisti della tutela del patrimonio culturale: Fabio Maniscalco, Roberto Conforti e Sebastiano Tusa.

Comunicato Stampa

Si terrà domenica 14 giugno la cerimonia di assegnazione delle borse di studio offerte dal Centro per gli Studi Criminologici agli allievi del Master in “Archeologia Giudiziaria e Crimini contro il Patrimonio Culturale”.
Le tre Borse di Studio, di cui due riservate ai candidati under 36 ed una senza limiti di età, sono dedicate alla memoria di altrettanti protagonisti della tutela del patrimonio culturale che il nostro Paese può vantare nello scenario internazionale: l’archeologo Fabio Maniscalco, pioniere della salvaguardia del patrimonio culturale nelle aree di crisi e di guerra, il generale Roberto Conforti, indimenticato comandante e padre morale del TPC dei Carabinieri, l’archeologo Sebastiano Tusa, instancabile promotore della tutela del patrimonio culturale, terrestre e subacqueo, in Italia e all’estero. Il master, promosso dal CSC – Centro Studi Criminologici, Ente di Formazione Superiore riconosciuto dalla Regione Lazio, accreditato presso il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti come Ente Terzo Formatore ed iscritto all’Anagrafe Nazionale delle Ricerche del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, in collaborazione con l’Osservatorio Internazionale Archeomafie, è giunto quest’anno alla sesta edizione, che nonostante le difficoltà legate all’attuale emergenza epidemiologica, vede una nutrita e qualificata partecipazione di professionisti del settore, da tutta Italia e anche dall’estero.
«Nello spirito dell’art. 34 della Costituzione della Repubblica Italiana, che sancisce che i capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi, pur non usufruendo di finanziamenti pubblici, abbiamo sinora stanziato oltre 14mila euro per finanziare borse di studio e premi per sostenere la pubblicazione delle migliori tesi, avendo sempre come imperativi inderogabili il riconoscimento del merito dei candidati e la trasparenza della procedura di selezione».

A dichiararlo è Marcello Cevoli, Presidente del Centro per gli Studi Criminologici.

Il Master si svolge sotto la Direzione Scientifica dell’archeologo Tsao Cevoli, direttore dell’Area patrimonio culturale del CSC, mentre il coordinamento didattico è affidato da quest’anno a Sabina Angelucci, conservatore dei beni culturali, già in forza all’Area patrimonio culturale del CSC come tutor e docente in edizioni precedenti.
Subentra all’archeologo Walter Grossi, che continuerà ad operare con altri incarichi all’interno dell’Area Patrimonio Culturale del CSC.

Sabina Angelucci
Tsao Cevoli

La commissione per l’assegnazione delle Borse di Studio è composta da Marcello Cevoli, presidente del CSC, Rita Giorgi, direttore scientifico del CSC, Tsao Cevoli, direttore del master, Sabina Angelucci, coordinatore didattico del master, Barbara Buonomo, tutor didattico del master, Lidia Vignola, direttore dell’Osservatorio Internazionale Archeomafie, Paolo Giorgio Ferri, già sostituto procuratore della Repubblica, docente del master, che saranno affiancati dai familiari dei tre paladini della tutela alla cui memoria sono dedicate le borse di studio: Mariarosaria Ruggiero, vedova dell’archeologo Fabio Maniscalco, Valeria Li Vigni, vedova dell’archeologo Sebastiano Tusa, ed Ena Conforti, vedova del generale Roberto Conforti, o altri rappresentanti delle rispettive famiglie.
«Siamo particolarmente onorati – afferma Tsao Cevoli, direttore del master – della presenza ai lavori della commissione per l’assegnazione delle borse di studio e alla cerimonia di inaugurazione del master dei familiari di quelli che possiamo senza retorica considerare degli eroi che hanno dedicato e spesso sacrificato la loro vita per la tutela del patrimonio culturale. Offrendo agli allievi del master delle borse di studio a loro intitolate speriamo di poter offrire un contributo affinché essi, così come lo sono stati per noi, continuino a costituire dei modelli da imitare per le future generazioni di difensori del patrimonio culturale».
La proclamazione dei vincitori delle borse di studio si terrà durante la cerimonia di inaugurazione del master, alla quale sono stati invitati a partecipare i membri del comitato scientifico del CSC, le famiglie Maniscalco, Conforti e Tusa, e i rappresentanti delle associazioni professionali con le quali sono in atto convenzioni: Alessandro Garrisi, presidente dell’Associazione Nazionale Archeologi, e Mauro Piermarocchi, presidente dell’Associazione Nazionale Consulenti Intelligence e Security.
In osservanza dei provvedimenti legati alla situazione sanitaria, la Cerimonia di inaugurazione del Master e la proclamazione dei vincitori delle borse di studio si svolgeranno in modalità telematica domenica 14 Giugno 2020, dalle 8.50 alle 10.30, sulla piattaforma digitale del CSC, www.criminologi.com.

 

 

NOTE BIOGRAFICHE:

Fabio Maniscalco, Roberto Conforti, Sebastiano Tusa

Fabio Maniscalco (Napoli, 1º agosto 1965 – Napoli, 1º febbraio 2008) è stato un archeologo italiano in prima linea nel contrasto dei traffici illeciti di beni culturali e nella tutela del patrimonio culturale nelle aree di crisi e di guerra. Ha insegnato presso la Facoltà di Studi Arabo-Islamici e del Mediterraneo dell’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”, Ispettore Onorario del Ministero per i Beni e le Attività Culturali ed ha collaborato con la Procura della Repubblica e con la Questura di Napoli in casi inerenti crimini contro il patrimonio culturale. Tra il 1995 ed il 1998 ha monitorato la situazione del patrimonio culturale nell’ambito delle missioni multinazionali di pace IFOR e SFOR in Bosnia ed Erzegovina. Nel 1997 ha creato e diretto il team di tutela dei beni culturali del contingente multinazionale in Albania, che ha costituito la prima applicazione della Convenzione dell’Aja del 1954. Nelle sue missioni si è spesso infiltrato nel mercato clandestino dell’arte, recuperando numerosi materiali archeologici. Ha diretto dal 1998 l’Osservatorio per la Protezione dei Beni Culturali in Area di Crisi, lanciando numerosi appelli per la salvaguardia dei beni culturali in aree di guerra e di crisi, attuando iniziative su campo in particolare in ex Jugoslavia, Albania, Kosovo, Medio Oriente, Algeria, Nigeria, Iraq e Afghanistan. Ha creato una biblioteca specializzata nel settore presso la Facoltà di Archeologia della Al-Quds University di Ramallah. Dal 2001 è stato direttore scientifico dei corsi di formazione dell’ISFORM. È stato tra i fondatori e Vicepresidente del Comitato Italiano dello Scudo Blu dell’UNESCO. Ha ideato e diretto la collana monografica “Mediterraneum. Tutela e valorizzazione dei beni culturali ed ambientali” e il “Web Journal of Cultural Patrimony”. Nel 2006 è stato nominato Professore per Chiara Fama dall’Istituto di Archeologia dell’Accademia delle Scienze dell’Albania e Socio Onorario dell’Unione Italiana Scrittori e Artisti Europei della UIL. Nel 2007 è stato nominato Socio Onorario dell’Associazione Nazionale Archeologi. Nella sua carriera ha ottenuto numerose medaglie (NATO e SME) e riconoscimenti. Nel 2007 è stato proposto per la candidatura al Nobel per la Pace. Nello stesso anno, a causa dell’esposizione ai metalli pesanti e all’uranio impoverito nel corso delle sue attività in aree di crisi e di guerra, ha contratto una rara forma di cancro del pancreas, che nel febbraio 2008 lo ha portato alla morte. Nel 2008 gli è stata intitolata un’aula dell’Università degli studi di Napoli “L’Orientale”. Nel 2009 è stato riconosciuto “vittima del dovere” dal Ministero della Difesa Italiano.

Roberto Conforti
(Serre, 21 agosto 1937 – Roma, 26 luglio 2017) è stato un generale italiano dell’Arma dei Carabinieri. Il suo nome è legato al Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, di cui è stato a capo dal 1991 al 2002. Prima di approdare al mondo dei beni culturali si era già occupato di banditismo, terrorismo rosso e nero, narcotrafficanti e di ogni forma di crimine organizzato. Aveva combattuto Camorra, Brigate Rosse, Prima Linea e Nar, prestando servizio in ogni angolo d’Italia, dalla Sardegna, al Friuli, Emilia Romagna, Campania, Abruzzo e Lazio, conseguendo eclatanti, come l’arresto del boss della Camorra Raffaele Cutolo. Laureato in Giurisprudenza, Scienze Politiche ed “honoris causa” in Conservazione dei Beni Culturali, è stato in servizio effettivo per oltre 42 anni. Dopo aver retto numerosi settori operativi, nel 1985 ha assunto il Comando del Reparto Operativo di Roma, dove è stato impegnato nella lotta al terrorismo e al crimine organizzato. Nel 1991 gli è stato affidato il Comando del Nucleo Tutela del Patrimonio Culturale che ha tenuto fino al 1 settembre 2002, rendendosi protagonista di straordinarie operazioni di contrasto ai traffici illeciti di beni culturali. Ha presieduto la Società Italiana per la Protezione dei Beni Culturali ed è stato Consigliere presso Herity International. È stato insignito dal Presidente della Repubblica Italiana con la Medaglia d’Oro ai Benemeriti della Scuola, della Cultura e dell’Arte e con numerosi altri riconoscimenti. Sotto il comando del generale Conforti i Carabinieri sono diventati il corpo di polizia leader nel mondo per il contrasto ai crimini contro il patrimonio culturale, vantando migliaia di recuperi di reperti archeologici e opere d’arte.

Sebastiano Tusa (Palermo, 2 agosto 1952 – Bishoftu, 10 marzo 2019) è stato un archeologo italiano. Figlio dell’archeologo Vincenzo Tusa e di Aldina Cutroni, docente di Numismatica antica, si laureò in Lettere all’Università “La Sapienza” di Roma, dove si specializzò in Archeologia orientale. Dirigente della Regione Siciliana, negli anni Novanta fu responsabile della sezione archeologica del Centro Regionale per la Progettazione e il Restauro. Guidò la Soprintendenza di Trapani, poi nel 2004 venne nominato a capo della neoistituita Soprintendenza del Mare della Regione Sicilia, prima ed unica Soprintendenza in Italia fino al 2019 specificamente dedicata alla tutela del patrimonio culturale sommerso. Diresse missioni archeologiche in Italia, Pakistan, Iran e Iraq, nonché importanti ricerche archeologiche a Mozia e a Pantelleria. Nel 2008 realizzò un film documentario con Folco Quilici sulla preistoria mediterranea a Pantelleria. Dal 2001 fu docente di Archeologia marittima nel corso di laurea triennale in Archeologia navale, con sede a Trapani, dell’Università di Bologna, fu docente di Paletnologia (1992-1994) presso la Scuola a Fini Speciali per Operatori Tecnico-Scientifici dei Beni Culturali di Agrigento, Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Palermo e presso l’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli, fu docente alla Scuola di Lettere e beni culturali dell’Università di Bologna, nell’anno accademico 2015-2016 fu docente presso l’Università Philipps di Marburgo, in Germania. Nel gennaio 2010 fu nominato Socio onorario dell’Associazione Nazionale Archeologi. Nel 2015 fu tra i docenti della prima edizione del Master “Archeologia Giudiziaria e Crimini contro il Patrimonio Culturale”. Nel 2018 fu nominato Assessore ai Beni Culturali della Regione Sicilia, avviando importanti progetti di riforma della gestione dei beni culturali in Sicilia. È scomparso tragicamente il 10 marzo 2019, all’età di 66 anni.

27/06/2020
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